10 motivi per i quali non tornerei mai a vivere in città

Molti in questi anni mi hanno chiesto che cosa mi abbia spinta ad andare a vivere in campagna. Quello che mi chiedo io, è come sia riuscita a vivere per 30 anni in città!

In risposta a tutti coloro che me lo hanno chiesto, e anche per venire incontro a chi sta pensando di trasferirsi in campagna ed è pieno di dubbi, ecco il mio decalogo dei motivi per i quali non tornerei mai a vivere in città:

  1. La fredezza delle persone: da quando abito in campagna, ho preso l’abitudine di salutare le persone che incontro per strada, anche solo con un sorriso. Quando al mattino vado (purtroppo) al lavoro in città, mi rendo conto che l’abitudine mi porta a sorridere a perfetti sconosciuti, che in risposta mi guardano come si guarderebbe la pazza del paese. #scioglite
  2. Nessuna capretta con cui fare amicizia: si sa che sono un’aspirante Heidi. E si è mai vista Heidi senza le caprette? proprio vicino a casa c’è un piccolo campo, con una piccola casetta di mattoni, nella quale abitano due piccole capre. heidi aveva la capretta bianca che si chiamava “Fiocco di neve”, le caprette vicino a casa mia però non sono bianche…. una è nera, e l’ho chiamata “Fiocco di carbone”. L’altra è marrone….. (………). Fatta tutta questa premessa, la domanda è, come si può davvero vivere in un posto in cui al mattino non si può dare il buongiorno alle caprette???? #lecaprettetifannociao
  3. Non si trovano prodotti bio a km zero: diamoci la verità, al supermercato è pieno di bio-qui, bio-là, ma volete mettere la bellezza di andare a 50 mt da casa e prendere frutta e verdura dal contadino? O meglio ancora farsi un piccolo orto (Orco ed io ne abbiamo uno verticale), imparare a fare il formaggio col latte appena munto, fare il pane con la farina appena macinata… noi siamo anche quello che mangiamo! #bioisgood
  4. L’odore di smog invece dell’odore della natura: chi vive in città secondo me sottovaluta l’argomento “aria”. E lo dice una che ha vissuto in città per 30 anni, ma finché ci sei davvero non ti rendi conto! Solo dopo che si è provata la gioia di aprire le finestre al mattino e sentire odore di terra, di resina, di erba, ci si rende conto del tremendo schifo che si respira in città! #piùpolmonipuliti
  5. Il traffico: tasto mooolto mooolto dolente per una pendolare come me. Come si fa a mantenere la calma nel traffico folle della città? Certo, in campagna c’è sempre da valutare l’imprevisto del trattore che ti trovi davanti al mattino quando sei in ritardo, e va così lento che quasi pare stia andando indietro nel tempo… però dai, fino a che non trasporta letame è più che sopportabile 😀 #goodmorningletame
  6. Il richiamo dello shopping compulsivo/frenesia estetica: per quanto tu possa essere una donna forte, consapevole, determinata, andare a comprare un litro di latte e passare davanti ad una vetrina di abiti ti porterà inevitabilmente a sentire il richiamo dello shopping compulsivo. Poi magari incontri una tutta in tiro, e ti viene da pensare che sarebbe il caso di andare dal parrucchiere o a farsi le unghie. Quando invece cammini in paese, e il massimo che vedi è il negozio di alimentari e incontri la Sora Argisa coi bigodini in testa, tutto ti viene in mente tranne che lo shopping compulsivo. Il massimo a cui pensi è se lo smanicato di pile è intonato col calzettone di lana. Questo è “fare economia”. #countryfashion
  7. Ritmo frenetico: io non ce la faccio. Davvero, ho bisogno dei miei tempi, di colazioni lente, di persone che non hanno fretta in auto e nei negozi, di persone che non impazziscano se al mattino ci vogliono 20 minuti per scongelare l’auto. Non importa quanta terra hai da zappare, l’importante è farlo con calma. #staycarm
  8. Apri la porta e ti sorride il cemento invece dei monti: giuro, a suo tempo io ho provato ad acquistare una casa in città. Tutte con vista le avevo trovate, eh! Vista palazzo degli anni 70, vista centro commerciale, vista fermata dell’autobus… e niente, ad un’aspirante Heidi o sorridono i monti, oppure la giornata inizia male. #funghiallucinogeni
  9. Nessun vicino a cui rifilare gli esperimenti culinari: mettetevi nei miei panni. Se sfornaste cibo a ritmi indecenti, se aveste comunque una linea da mantenere, ma aveste incontrato il vostro vicino di casa per l’ultima volta a Pasqua del ’97? Come fareste a smaltire l’abbondanza di leccornie? Io molto semplicemente sto a dieta, ed ingrasso i miei vicini. In caso di carestia potrebbe sempre risultarmi utile… #cannibalismoisthenewblack
  10. Nessuno sa chi sei: in città nessuno sa chi sei, puoi anche fare le capriole per strada, nessuno si accorgerà che esisti (o al massimo chiamerà la neuro). In paese sanno anche quante volte hai aperto il frigorifero in una giornata. Questo è essere dei veri VIP! #countrypaparazzi

A voi, viene in mente qualche altro motivo per il quale la città è “out” e la campagna è “in”? Scrivetemi e ditemi cosa ne pensate, pubblicherò un articolo con le vostre opinioni 🙂

A presto

Stregappalla

traffico

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4 pensieri su “10 motivi per i quali non tornerei mai a vivere in città

  1. Sonya P. ha detto:

    Sono d’accordo su ogni punto, tranne che per lo shopping. Infatti, quando sono fuori della città ( in paesini dove non c’è un centro commerciale ) per qualche periodo mi manca da morire lo shopping..anche se come dici te, risparmio parecchio ( se non mi collego al computer!).

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  2. Claudia ha detto:

    Leggendo il tuo articolo mi sono resa conto ancora di più di quanto amo la città, qui c’è troppa campagna per me, voglio trasferirmi! Posso essere d’accordo sul punto 4, ma tutto il resto mi fa l’effetto di un film dell’orrore. Scusa 😛

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